E c’era questa professoressa che doveva interrogarmi di Geometria Analitica. E io pensavo: “Sono professore anch’io, figuriamoci se non so rispondere!”, così le ho detto: “Fammi pure la domanda che vuoi!”. E lei è parita con la domanda. E, mentre scrivevo, vedevo che doveva esserci una simmetria, ma non capivo quale. E alla fine non sono riuscito a completare l’esercizio. E sono stato bocciato.

 

Sì, nei sogni sono proprio un gran buffone.

Ho chiesto un PIN per avere un PIN che mi permette di avere un altro PIN.

“…e il suono, essendo un’onda meccanica, non si propaga nello spazio vuoto. In realtà, il botto che ha fatto Alderaan non lo ha mai sentito nessuno”.

Silenzio. Restano attoniti.

“…perchè voi lo sapete cos’è Alderaan, vero?”

Ancora silenzio.

Poi, una voce dal fondo:

“Io sì! E “Il Ritorno dello Jedi” era il mio film preferito della serie, prima che arrivasse la Nuova Trilogia*”.

Ecco. Anche lui si è giocato la possibilità di un voto positivo in pagella.

 

* Sì, l’ha detto scandendo distintamente le maiuscole.

Durante le visite ai parenti, zie, zii e cugini tutti mi hanno chiesto perchè non mi fossi ancora sposato. Particolarmente interessante si è rivelata la discussione con una mia cugina, di quindici anni più grande di me e ancora zite… ehm, single.

 

“Perchè non ti sposi?”

“Ma, scusa, hai cinquant’anni, e, a me, fai questa domanda?”

“Eh, ma per noi donne è diverso.”

“Scusa? Non riesco a seguirti.”

“Eh, io so pulire casa.”

“Lo so fare anch’io. Tra l’altro, se non te lo ricordi, ho lavorato per anni in un bar, e le pulizie erano compito mio.”

“Ma io so cucinare.”

Anch’io! Ho vissuto un anno e mezzo da solo nella grandemetropoli, e, come vedi, non sono morto di fame. Non saprò preparare piatti soprafini, ma sopravvivo.”

 

Insomma, ha continuato su questo tono, con io che le rispondevo battuta per battuta. Alla fine, è venuto fuori che dovrei trovarmi una moglie, perchè c’è bisogno di qualcuno che badi alla casa.

Prima c’era il femminismo. Adesso mi sembra che si stiano stravolgendo i ruoli.

Mi avevi detto che eri quasi spaventata, per tutte quelle cose che uscivano fuori di continuo e che, parimenti di continuo, scoprivamo di avere in comune. Mi avevi dedicato quella canzone -quella di Annie Lennox, ti ricordi?

“Tell me how can it be true
That such a gift from heaven
Has been sent for me and you”

che io, data la mia praticamente nulla cultura musicale, neanche conoscevo.

E allora non l’ho mai capita, quella domanda. Perchè, a un certo punto, al telefono, con la voce rotta dal pianto, mi avevi chiesto se ti amavo. Era così evidente, così chiara, la risposta. Ma in quel momento avevo capito che la risposta che volevo e che avrei dovuto darti, quella che era già da tempo nel mio cuore, non era quella che avresti voluto sentire.

Avevo sentito che degli esperti di non so più quale Università (naturalmente statunitense) avevano dichiarato che il solo professare i propri sentimenti all’altra persona rendeva questa più ben disposta verso di te. Se l’hanno detto loro, con tutti i loro test e i libroni e i laboratori attrezzati, allora, probabilmente, sarà vero.

Ma io ho saputo, nel momento stesso in cui ponevi la tua domanda, cosa volevi che ti dicessi. Ubbidiente come uno scolaretto davanti alla maestra, ti ho dato la risposta che volevi.

Effettivamente mi scocciava perdere tutti gli anni di blogging, post e commenti dal 2007 ad oggi. Ringrazio WordPress per questo servizio!

"Allora, dimmi: qual è la formula per ricavare il calore assorbito da un corpo sottoposto ad un aumento di temperatura?"
"Eh, non è che le sappia molto, le formule…"
"Va bene, niente formule. Allora dammi la definizione di calore specifico."
"Eh, le definizioni…"
"Uhm, vabbè… vediamo i compiti per oggi."
"Eh no, non li ho fatti…"
"Senti, più di quattro proprio non posso darti*."
"Ma prof, non può almeno premiare l'impegno?"

"Che cos'è il calore?"
"Eh… il calore è… è quando…"
"No. Non puoi iniziare una definizione con "è quando". Ricomincia."
"Eh… il calore è… è quando…"
"Ma cosa ti ho appena detto, scusa?"
"Eh, prof, proprio non ce la faccio a iniziare senza dire "è quando"!."
"Vabbè, allora dì questo benedetto "è quando"**."
"Il calore è… è quando… è la temperatura!"

* Da qui si evince come la mia manica sia più larga di quella da Calais a Dover (se sta leggendo un francese), o da Dover a Calais (se sta leggendo un inglese).

** Immaginate un tono di rassegnazione, ma proprio estremo. Avrete un'idea -alquanto approssimativa- della mia voce.

Lavoro in una scuola privata (un istituto tecnico) la cui denominazione  -sì, lo so, dovrebbe essere inutile precisare che intendo effettivamente la denominazione, è così lapalissiano- è "Giuseppe Garibaldi".

Ma capita che chiamino delle persone, chiedendo di poter parlare col direttore, il Sig. Garibaldi.
Capita anche che arrivi della posta, come la rivista di oggi sulla possibilità di fare viaggi studio all'estero, che reca, sull'indirizzo: "Al Signor Giuseppe Garibaldi, Corso Garibaldi*".

 E così scopro di poter aggiornare il curriculum, vantando di aver lavorato alle dipendenze di persone estremamente note, influenti e capaci, come Enrico Fermi, Bonaventura Cavalieri o, addirittura, Santa Caterina.

* Dopotutto, una scuola intitolata a Garibaldi non può mica stare in Corso Cavour, no?

sfondo_vasco4La notizia di oggi riguarda quello che il buon Vasco Blasco Tabasco ha fatto, o meglio, ha costretto a far fare, agli amministratori di Nonciclopedia.

Ora, la curiosità di tutti è: "ma come facciamo a scoprire cosa c'era scritto di così aberrante su Nonciclopedia? Cosa ha fatto arrabbiare a tal punto il re del rock de noaltri?

Beh, normalmente questa domanda rimarrebbe senza risposta. Dico "normalmente", perchè questi sono tempi strani. Tempi nei quali puoi inoltrarti in un tunnel che collega Ginevra al Gran Sasso, e chiedere un passaggio ad un neutrino iperluminale.

Proprio così: ho viaggiato indietro nel tempo (o avanti, fino al tempo in cui Nonciclopedia sarà di nuovo aperta -decidete voi), e ho recuperato la  voce seguente (e questo è un grande scoop del mio blog!):

Vasco Rossi

"Eeee… eeehhhhhh… eeeeeeeeeeeeeeeeeehhhhhhh…"
Vasco Rossi ad intervalli regolari di 37 secondi

"Non dite cazzate su Vasco. Lui ha capito tutto della vita e cerca di spiegarla; anche se forse è impossibile"
La mamma di Vasco

"Ma quando cambiamo accordo?"
Il chitarrista della band a Vasco

"Ma cosa te ne freeeeega a te… Un senso non c'è… Va beh… Eeeeeehhh…"
La risposta di Vasco a qualunque domanda

"Forse era giusto così… forse, ma forse, ma sì"
Vasco Rossi dopo aver capito l'errore nel compito di matematica

Vasco Rossi, noto al grande pubblico ed al mondo degli spacciatori con lo pseudonimo di Blasco ed a Gino del baretto all'angolo come Fiasco, è un celebre consumatore di Coca Cola di origine italiana che a volte spaccia, musica, ovviamente, a volte canta.

È divenuto famoso per aver fatto impazzire decenni di generazioni di giovincelle scrivendo e cantando canzoni utilizzando sempre le solite tre parole e le stesse tre note musicali. E lo stesso spacciatore.

Tutto ciò, tirandoci fuori una barca di soldi.

Il Look

Da giovane il sig. Rossi era un baldo capellone, un po' stempiato, ok, ma pur sempre un capellone; purtroppo il tempo non è stato clemente con lui. Con l'avanzare dell'età Vasco ha perso e continua a perdere tutti i suoi capelli e, contemporaneamente, ha acquistato una discreta panza da muratore. Fortunatamente i suoi fedelissimi non sono toccati da nulla di tutto ciò; il biascicatore cantante di Zoccola Zocca continua ad essere considerato da tutti coloro che ascoltano la sua musica un sex-symbol.

Per rimediare ai suoi problemi tricologici il Blasco ha iniziato a portare il suo berretto, rigorosamente messo al contrario. Lo porta con sé ovunque, e non lo toglie neppure mentre si lava (Si lava?) o va al mare. In un'intervista alla Settimana Enigmistica, il rocker si sarebbe lasciato scappare che in realtà il cappello è incollato al suo cuoio capelluto. Quale che sia la verità, nessuno sa cosa nasconda Vasco al di sotto di esso. Forse soltanto la sua pelata. O, molto più probabilmente, l'erba.

Vasco indossa gli stessi occhiali e giubbotto dalla fine dei fantastici anni '80. Non sono mai stati lavati o spostati dal corpo del cantante; probabilmente sono ormai vulcanizzati sulla sua pelle.

Le tematiche e lo stile


Un trauma infantile ha privato Vasco dell'uso e della conoscenza di diverse note, come il Fa o i vari diesis: pertanto ora il noto cantautore[citazione necessaria] utilizza esclusivamente il Lam, il Do ed il Sol. Ad orecchie poco esperte può semprare che utilizzi anche altre note, ma in realtà il Vasco accorda semplicemente gli strumenti un tono sopra.

Vasco è celebre nel mondo della filosofia per via delle sue posizioni post-apocalittiche, premonitrici di un futuro quanto più avanguardista tanto più ermetico nella sua effimera trasposizione delle rerum principia catalogabile secondo le definizioni quantistiche. Il suo messaggio è efficacemente riassunto nel suo inconfondibile motto: "eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee… eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee…".

L'inconfondibile stile ha permesso al Vasco di sfornare numerosi capolavori della musica italiana: nessun altro è mai riuscito a fare musica usando sempre le stesse note, gli stessi accordi, la stessa penna e soprattutto scrivendo sempre gli stessi testi. Recentemente si è venuto a sapere che a Guantanamo veniva fatta ascoltare ai terroristi più feroci l'intera discografia di Vasco Rossi. O una canzone sola, ma più volte, tanto era uguale. Nemmeno i più coriacei riuscivano a resistere oltre una settimana.

Così come note e parole, nelle canzoni di Vasco ricorrono anche gli stessi temi. Questi sono, in ordine di importanza:

 – eeeeeeeeeeeeeeehhhhhhhhhhhhhhh!;
 – Sei uno sfigato, ma la vita va così;
 – Per capire la vita bisogna ubriacarsi e sniffare coca fino a morire;
 – Capirai la vita quando sarai morto;
  – Io sono un duro e te sei un'innocentina ma sotto sotto un po' maiala;
 – Vorrei possederti sulla poltrona di casa mia anche se hai meno della metà dei miei anni;
 – La Patatina;
 – Sono uno sfigato, ma la colpa è di Alfredo.

I Live

I concerti di Vasco Rossi si tengono fin dall'antichità: esso infatti sono stati tra i primi ritrovi per truzzi della Storia. Secondo i fun di Vasco, il Colosseo non è stato costruito per le lotte dei gladiatori, ma per ospitare il primo concerto di Vasco Rossi.

La scaletta dei concerti del Blasco di solito è questa:

 – Vita spericolata – Canzone dedicata a D'Annunzio dopo l'asportazione delle costole.
 – 'Sto rompicoglioni di Hotel – I lamenti del vicino che non riusciva a dormire.
 – Meglio soli che male accompagnati – L'inno dell'onanista.
 – Colpa di Rocco – La ragazza lo ha lasciato. Chissà perché.
  – Eeeeeeehhhh, Ooohhhh, Eeeeeehhhh – Una serata a casa con due fungirl sedicenni.
 – Rewind – I critici musicali riconoscono all'unanimità che questa canzone altro non è che la rivisitazione moderna della celebre "Ollellè Ollallà faccela vedé faccela toccà".
 – Ti prendo e ti porto via – L'inno dell'Anonima Sequestri.
 – Bollicine – Palese messaggio subliminale. Aspetta, ma non è una contraddizione?
 – Eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeh!!! – Sensa Parole.
 – Bleurg – La raccolta delle vomitate di Vasco a fine concerto, quando arrivano le conseguenze di Jack e Maria.

Ai concerti recenti la media degli spettatori è di circa centomila persone, mentre quella dei cessi a loro disposizione di solito è tendente a zero; ciò provoca gli incessanti coretti che si odono durante l'intero concerto. Nei concerti i fun amano divertirsi simulando orgasmi, facendo finta di scolare Jack Daniel's, facendo finta di fumare erba e tirando fuori l'accendino.

Esempio di trasgressione

Per i media Vasco è un simbolo di trasgressione: è stato infatti avvistato qualche volta mentre tirava calci a un piccione, si grattava le chiappe in pubblico o scendeva di casa con le pantofole.

La musica è considerata veramente dura: alcuni video hanno infatti subito la censura di MTV, in quanto al loro interno c'erano donne che mostravano orgogliosamente il capezzolo. Da molti è considerato il simbolo del rock, tanto che le suonerie per cellulari delle sue canzoni sono le più richieste.

La sua attitudine spericolata e l'innegabile anima Rock gli hanno fatto guadagnare l'appellativo universalmente riconosciuto di Rocker per Verginelle.

Fun di Vasco Rossi

L'ultimo decennio ha visto la nascita e la diffusione oceanica di numerosi ascoltatori del sig. Rossi. In particolare, si è moltiplicato un nuovo, definitivo e spassosissimo tipico ascoltatore di Vasco: si tratta di una nuova razza, ancora non del tutto studiata e che ancora non è identificabile con un nome preciso; un grande crogiolo in cui confluiscono giovani e meno giovani di varia natura, tutti riuniti dalla passione smodata per i profondi messaggi e le fantasie linguistiche del grande komandante.

Sono ben riconoscibili da numerosi tratti distintivi, comuni a tutti gli elementi della specie, quali un itagliano da seconda elementare accompagnato da un uso smodato delle "K" e da un lessico che varia dai 15 ai 20 vocaboli, proprio come quello del loro idolo incontrastato. Hanno tutti la tendenza a millantare stratosferiche conoscenze musicali, sebbene oltre alla discografia taroccata di Vasco possiedano al massimo i greatest hits dei Queen, taroccati pure quelli; il loro scopo è quello di poter fingere di sostenere una qualsivoglia discussione musicale che inevitabilmente inizi con la tesi secondo cui la musica di Vasco è scadente pop per le masse. Infine hanno la tendenza al turpiloquio, all'insulto ossessivo/compulsivo ed a pigliare a bottigliate i gruppi di supporto dei live di Vasco, o comunque chiunque osi suonare prima di lui.

Solitamente sparsi per il Mondo, questi aggressivi e primitivi esseri si possono facilmente trovare al pascolo su youtube o negli innumerevoli siti dedicati al Blasco e alla sua combriccola. Con l'arrivo della stagione calda si osservano radunarsi in folle oceaniche nelle quali il consumo di alcolici, droghe leggere e non e preservativi raggiunge vette bibliche.

I Fun di Vasco sono soliti ricoprire di insulti, che occupano gran parte dei venti vocaboli di cui sopra, chiunque osi anche solo accennare la minima critica nei confronti del loro vater. Non importa se la critica è pacata, timida, magari condita da espressioni ultra-accomodanti tipo "è una mia opinione", "posso sbagliarmi", "non voglio mancare di rispetto ad alcuno" o "siete tutti dei pecoroni teste di cazzo". Dopo due frasi questi primitivi figuri finiscono regolarmente gli argomenti a favore delle loro tesi, quali "vasco è un rocker", "vasco canta la vita vera" e altre assurdità del genere, e si ritrovano con le spalle al muro. In quel momento iniziano a scagliarsi sull'interlocutore con gesti inconsulti, alitate di birra mista a canna, ventate di ascelle e sputazzi vari, il tutto accompagnato da caratteristici fonemi quali "Stronzo, Vasco è Dio e tu non capisci un cazzo", "Muori ricchione", "Vasco is my vita" e giù di lì. Secondo gli scienziati giapponesi, questi rozzi ominidi sono la prova provata che la democrazia non funziona.

Analisi di un testo a caso: Albachiara

"Respiri piano per non far rumore,
ti addormenti di sera,
ti risvegli col sole.
"

La canzone parla evidentemente di una ragazza asmatica che russa come un cinghiale in calore, che ha l'incredibile abitudine di addormentarsi la sera e di svegliarsi la mattina. Alle 05.00, perché lavora come addetta alle pulizie in un McDonald all'età di 14 anni.

"sei chiara come un'alba
sei fresca come l'aria
."

Adesso le cose sono tre:
– dato che lavora dalla mattina alla sera nel McDonald probabilmente è sfruttata sottopagata e stuprata da colleghi e superiori quindi impiegata in tutte questa attività, si ritira a casa solo quando il sole è già tramontato e questo le impedisce di assumere una colorazione cutanea da essere umano
 – La ragazza è una dark.
 – La ragazza è morta.

"diventi rossa se qualcuno ti guarda
e sei fantastica quando sei assorta
nei tuoi problemi, nei tuoi pensieri.
"

alla ragazza piace cambiare colore, altrimenti sarebbe invisibile, si fa un culo così dalla mattina alla sera e ha il problema del mutuo da pagare. A 14 anni.

"ti vesti svogliatamente
non metti mai niente che possa attirare attenzione
un particolare, solo per farti guardare.
"

non solo la ragazza lavora 16 ore al giorno, ma gira in mutande e nessuna la nota, evidentemente perché è una truzza sfigata che gira tra i suoi simili.

"e con la faccia pulita
cammini per strada, mangiando una mela
coi libri di scuola, ti piace studiare
non te ne devi vergognare
."

per fortuna sembra che si lavi, peccato il suo stipendio non le permetta lauti pranzi e che il tempo libero nullo non le permetta di studiare, ma siccome "è una sfigata e la vita è così" non se ne deve vergognare.

"e quando guardi con quegli occhi grandi
forse un po' troppo sinceri, sinceri
si vede quello che pensi, quello che sogni.
"
 

la sfiga dev'essersi proprio fissata su di lei, infatti è deforme, è una vacca e sogna ad occhi aperti, probabilmente leggendo Tre metri sopra il cielo.
 

"e qualche volta fai pensieri strani
con una mano con una mano ti sfiori
tu, sola dentro la stanza
e tutto il mondo fuori.
"
 

Alla fine alla povera sfigata non rimane che abbandonarsi ai piaceri della masturbazione, ovviamente usando come sottofondo l'ultimo CD di Vasco Rossi. Notare che non ha nemmeno 14 anni, è sottopagata dal McDonald's, mangia solo una mela, non ha mai tempo libero, non ha i vestiti, che deve pagarsi il mutuo e che le si legge in faccia che non vede un pipino da anni. Ma il grande Vasco riesce sempre a metterci in mezzo una patata in calore a cui inneggiare col mitico "Eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee…"
 

Curiosità
 

– Secondo voci non confermate, Vasco sarebbe morto di overdose da anni e nei concerti verrebbe mosso come un burattino tramite dei fili.
– Richard Benson, nel libretto di istruzioni di Guitar Hero, definì così le canzoni del Blasco: Queste sono canzonette da balera, da sagra dell'uva, da feste condominiali, da feste di piazza! Sono canzonette per gente ignorante! Siamo all'antitesi! L'antitesi degli antipodi! A memoria d'uomo fu la prima cosa intelligente detta da Richard Benson. Probabilmente anche l'ultima.

P.S: Beh, addio. Forse sarò anch'io costretto a chiudere bottega.

Per la tanto osannata par condicio, bisogna pubblicare anche la convincente replica del Ministro dell'Istruzione alla marea di risposte al suo comunicato stampa:

"Polemica destituita di fondamento e è assolutamente ridicola. E' ovvio che il tunnel è quello nel quale circolano i protoni dalle cui collisioni ha origine il fascio di neutrini che attraversando la terra raggiunge il Gran Sasso."*

Dai, è come quando Brunetta ci ha chiamato "la peggiore Italia", e poi ha ritrattato. Non ci crede nessuno.

* Tanto per mettere alla prova la vostra logica, confrontate questo comunicato stampa con quello precedente. Avrete una sorpresa!